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TECNOLOGIA, ETICA, COMPORTAMENTI

BIOTECNOLOGIE IN AGRICOLTURA: RISCRIVERE IL CODICE GENETICO DELLE PIANTE, OGM E REGOLAMENTI EUROPEI

Il Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, in collegamento con il Rotary Club Milano, si presenta come un agricoltore e dichiara un profondo orgoglio e amore per lavorare in un settore con una storia millenaria (l’agricoltura è l’unica attività economica che trova la sua rilevanza negli scritti della Bibbia) e in una azienda agricola familiare con una storia ultracentenaria.

L’agricoltura ha subito importanti trasformazioni negli ultimi cento anni. Infatti, se da un lato il numero degli addetti che lavorano la terra è diminuito dall’altro è quadruplicata la produzione per sostenere la crescita della popolazione mondiale. Siamo passati infatti dall’essere circa 2 miliardi di persone dopo la seconda guerra mondiale agli oltre 7 miliardi attuali.

Questo aumento della popolazione genera diversi problemi dalla sostenibilità ambientale della produzione necessaria a sfamarla a come riuscire a combattere sprechi e a garantire a tutti una alimentazione adeguata.

L’esplodere della pandemia nel 2020 ha evidenziato ancora di più il fronte della guerra commerciale tra Usa e Cina che riguarda due settori strutturali del mercato: il mais e la soia. Il futuro dell’alimentazione mondiale passerà per questi due prodotti.

La crescita del 2% su base mondiale del settore agricolo è sempre stata una costante negli ultimi vent’anni. Si è sempre basata sulla spinta demografica e su quella economica. La disponibilità sempre minore di superficie terrestre destinata all’agricoltura è stata compensata in alcune aree del Pianeta da una produzione agricola sempre maggiore.

In alcuni continenti questo si è anche tradotto in una corsa alla terra. Si è iniziato a produrre ovunque e si sono trasformate le foreste in seminativi. Questo tipo di agricoltura contribuisce ai cambiamenti climatici a livello mondiale. Per esempio l’Italia si contraddistingueva per un clima continentale, con le regioni del Sud più calde, ma questo sta cambiando. Con il clima che cambia animali e culture ne risentono.

Ecco perché l’impegno di Confagricoltura è quello di promuovere un modello di agricoltura sostenibile

Le biotecnologie applicate in agricoltura nel Nord e nel Sud America dove si usano già gli OGM rappresentano oltre il 60% del commercio mondiale.

Nel nostro Paese siamo ad un bivio: cosa fare del nostro futuro? Produrre di più preservando le risorse naturali? Oppure produrre di meno preservando risorse naturali? Questo ci chiede l’Europa.

Giansanti propende per la prima ipotesi. Questo significa che l’Italia deve poter sviluppare un’agricoltura integrata e permettere a questo settore di essere un asset strategico nell’economia circolare nazionale e mondiale.

L’agricoltura ha infatti un ruolo fondamentale nell’alimentazione umana e del settore zootecnico e assume un ruolo determinante agli effetti del cambiamento climatico. L’economia circolare non può fare a meno di una agricoltura sempre più integrata nei modelli economici e produttivi nazionali.

In questa prospettiva lo sviluppo delle energie rinnovabili è fondamentale, così come quello del fotovoltaico, del biogas e del biometano, trasformando le emissioni delle stalle in bioenergia e utilizzandola per i nostri motori.

Stiamo vivendo la quarta rivoluzione agricola.

  1. La prima è stata genetica, cominciata nel Primo Novecento con le ricerche di Nazareno Strampelli per incrementare le rese ad ettaro del frumento.
  2. La seconda è stata meccanica, si è verificata alla fine della seconda guerra mondiale ed ha coinciso con l’arrivo delle macchine, che hanno consentito una qualificazione e un miglioramento della qualità della vita degli addetti e dei lavoratori del mondo agricolo, delegando alle macchine i lavori di fatica.
  3. La terza è stata chimica, si è verificata negli anni Sessanta con l’arrivo dei prodotti necessari ad aumentare e preservare la produzione.
  4. La quarta, che stiamo vivendo, riguarda la tecnologia, a partire dal digitale alle biotecnologie applicate al settore agricolo. Possiamo parlare di agricoltura 4.0 che porterà ad un nuovo modello agricolo nazionale basato sullo sviluppo sostenibile.

In Europa ed in particolare nel nostro Paese al momento le biotecnologie applicate in agricoltura hanno registrato un forte rallentamento.

Sulla base del principio di precauzione ha stabilito che, in linea di principio, gli organismi ottenuti mediante le nuove tecniche di mutagenesi siano organismi geneticamente modificati. E come tali, sottoposti agli obblighi previsti dalla direttiva europea del 2001 in materia di OGM.

Una presa di posizione, quella della Corte di Giustizia, che è stata oggetto di critiche dalla stragrande maggioranza del mondo agricolo negli Stati membri dell’Unione.

Nel frattempo il resto del mondo sta utilizzando scienza e tecnica per le proprie produzioni agricole. Ad esempio il Brasile, con la presidenza Bolsonaro. sta promuovendo un modello agricolo con il quale si pone come leader della produzione di proteine senza preoccuparsi troppo del contesto mondiale, utilizzando soia OGM.

Un concetto che Giansanti sottolinea più volte è che gli OGM non sono Frankenstein del food. La soia OGM che viene ad esempio prodotta in Argentina e Brasile è una soia che ha un Dna modificato. Il nuovo codice genetico che le viene cambiato le permette di resistere ai parassiti. In questo modo si usa sempre meno chimica. 

La sentenza della Corte di Giustizia Europea, che ha accostato le Nuove Tecniche di ibridazione agli OGM, ha rappresentato un grave errore, in quanto ha limitato anche lo sviluppo delle ricerche nel nostro Paese e l’avviamento delle nuove frontiere aperte dalla ricerca di istituti come la Fondazione Mach di Trento o l’Università di Udine. 

Se nell’OGM si modifica il gene di una pianta con l’inserimento di geni estranei alla specie, con la cisgenetica si interviene con geni della stessa specie.

Per esempio la vite deve effettuare un trattamento antiparassitario ogni 12 giorni; grazie alle biotecnologie le piante diventano resistenti e non hanno più queste necessità.

Il paradosso della sentenza è che la stessa tecnologia CRISPR  che nel 2020 è stata premiata con il Nobel per la chimica, applicata alla salute umana è consentita, mentre è vietata alle piante.

Giansanti sottolinea come sia importante informare soprattutto le nuove generazioni sulle potenzialità della scienza e della tecnologia applicata al settore agricolo. In un sondaggio realizzato tra i ragazzi di 12-14 anni l’agricoltura è vista come responsabile dell’avvelenamento del mondo. Fortunatamente non è così.

Il controllo della produzione del cibo rappresenta vera e pura sociopolitica. Lasciarla solo nelle mani di chi ritiene che il cibo possa essere fabbricato in laboratorio e non partendo dalla materia prima agricola, ci renderà ostaggi. Dobbiamo farci promotori della ricerca e dello sviluppo di tecnologie, nell’interesse generale e per una agricoltura produttiva e sostenibile.

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