CONCORSO “CALL TO ACTION PER LA SOSTENIBILITÀ 2022”
Partecipate entro le 15:00 del 30 Aprile 2022

TECNOLOGIA, UMANESIMO E CULTURA

Sul sito del MITD (Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale) “Italia digitale 2026” è il banner di apertura; ma per far sì che non si limiti a essere un semplice slogan di benvenuto su di un sito ministeriale, il piano deve essere un sostegno concreto al compimento del percorso di alfabetizzazione digitale di ciascun cittadino.

Ecco dunque che la frase di benvenuto si trasforma in una mission con una deadline entro la quale realizzarla: colmare il gap di competenze digitali entro il 2026, con almeno il 70% della popolazione italiana digitalmente abile. Affinché una trasformazione digitale di infrastrutture e servizi della pubblica amministrazione si consideri compiuta, deve essere inclusiva; deve, cioè, avere l’ambizione di coinvolgere tutte le fasce della popolazione.

Riduzione del digital divide e sviluppo di competenze digitali sono dunque passaggi obbligati per una nuova forma di cittadinanza attiva e inclusiva.

Per sapere quali sono le competenze imprescindibili e avere un riscontro diretto e attendibile sul nostro livello di partenza, possiamo basarci sul DigComp 2.1, il quadro di riferimento per le competenze digitali dei cittadini.

Pubblicato nel novembre del 2017, il documento rappresenta una riedizione di un progetto nato nel 2013. Partendo da quel primo modello concettuale, questa revisione illustra 5 aree di competenza:

  • alfabetizzazione su informazioni e dati;
  • comunicazione e collaborazione;
  • creazione di contenuti digitali;
  • sicurezza;
  • risolvere i problemi.

Per ciascuna di queste aree si distinguono 8 livelli di padronanza digitale, da un primo base, in cui il soggetto è in grado di svolgere compiti semplici con l’ausilio di una guida, a uno altamente specializzato, che descrive coloro i quali creano contenuti digitali ex novo in modo autonomo:

  • livello base con la necessaria assistenza di qualcuno;
  • livello base con aiuto occasionale;
  • livello intermedio risolvendo problemi diretti in autonomia;
  • livello intermedio risolvendo problemi non sistematici in autonomia;
  • livello avanzato di supporto agli altri per situazioni di bassa complessità;
  • livello avanzato di supporto agli altri per situazioni di alta complessità;
  • livello altamente specializzato capace di risolvere problemi limitati;
  • livello super specializzato che risolve problemi con molti fattori di interazione.

Nel concreto, se il primo livello di padronanza si addice a quegli studenti che, soltanto grazie all’aiuto di un docente, riescono a preparare una breve relazione su di un dato argomento attraverso un processo digitale di ricerca bibliografica, il livello più avanzato identifica quegli studenti che sono in grado di attuare un processo di fact-checking online in completa autonomia, proponendo all’insegnante risorse valide e innovative, spesso realizzate in prima persona.

Con la definizione di “nativo digitale”, spesso si ritiene che le nuove generazioni siano esenti da questo processo di alfabetizzazione informatica. In realtà,sebbene bambini e giovani adulti stiano crescendo in un mondo in cui le nuove tecnologie sono onnipresenti, questo non significa che siano dotati delle giuste competenze per utilizzarle in modo coscienzioso e consapevole.

Ecco dunque che anche docenti ed educatori, nel loro ruolo di professionisti dell’insegnamento, assieme alle competenze digitali più generali, necessitano di competenze digitali specifiche per essere in grado di trasferirle anche ai propri studenti.

Con questa finalità al più generico DigComp 2.1 viene associato un documento più puntuale rivolto a educatori, insegnanti e a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, si occupano di informazione e istruzione a livello formale e informale: DigCompEdu 2.1

Quest’ultimo distingue sei differenti aree, ciascuna delle quali approfondisce diversi aspetti delle attività professionali ed educative, dimostrando come possano essere valorizzate attraverso l’impiego del digitale, capace di renderle quanto più inclusive e innovative.

Nello specifico, queste aree sono:

  1. Impegno professionale: le capacità digitali degli educatori non devono essere impiegate soltanto in un miglioramento dell’insegnamento, ma anche nelle interazioni professionali con colleghi, studenti e genitori.
  1. Risorse digitali: ciascun insegnante deve essere consapevole dell’ampia gamma di risorse digitali utilizzabili nell’insegnamento e scegliere coscienziosamente e responsabilmente quelle che più si adattano al proprio obiettivo di apprendimento.
  1. Insegnamento e apprendimento: supportati dalle tecnologie digitali, gli educatori digitalmente competenti, devono essere in grado di progettare nuovi modi per fornire assistenza e supporto agli studenti, creando percorsi di apprendimento personalizzati.
  1. Valutazione: l’impiego delle tecnologie digitali può fornire feedback tempestivi e immediati sul lavoro degli studenti, monitorandone i progressi.
  1. Responsabilizzare gli studenti: le tecnologie digitali possono essere utilizzate per facilitare l’impegno attivo degli studenti, promuovendo un coinvolgimento creativo su di un dato argomento, facilitando l’acquisizione di competenze trasversali.
  1. Facilitare l’acquisizione di competenze digitali insegnando ai discenti a trovare informazioni e risorse valide e attendibili in ambienti digitali, incentivandoli, inoltre, a crearne di propri su formati differenti.

Il documento è nato dall’esigenza dei docenti di avere un quadro comune di riferimento, dalla necessità di seguire delle direttrici attraverso cui migliorare la propria competenza digitale.

È questa la via prioritaria per permettere ai discenti stessi di utilizzare il digitale in modo consapevole e di sviluppare competenze trasversali. La piattaforma di didattica digitale redooc.com ha introdotto un nuovo laboratorio dedicato all’Educazione alla Cittadinanza Digitale.

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