TECNOLOGIA, ETICA, COMPORTAMENTI

Hawking. Da quanto ti leggo? Sono tornato nella libreria di camera mia dai miei. Per vedere a quale anno risale il mio interesse per  Stephen Hawking. Avevo 16 anni. E provai a leggere “Buchi neri e universi neonati”. A 17 anni mi cimentai con il precedente “Dal Big Bang ai buchi neri”.

A parte sottolineare la mia adolescenza nerd e alienata ho iniziato a ripensare a chi era Hawking per me. E l’ho fatto grazie a questo splendido fumetto “Hawking” di Ottaviani e Myrick. Hawking per me era, ed è, speranza.

Come la fisica e la matematica sono per me speranza. La letteratura e l’arte possono esaltare l’animo umano, dargli speranza ma anche rappresentarne la miseria e l’agonia. Matematica e fisica invece rappresentano sempre qualcosa che può cambiare. E sembrano non conoscere miseria e agonia, caratteristiche così umane. Mentre un’opera d’arte può congelare un sentimento e renderlo immortale, matematica e fisica apparentemente più statiche sono fatte di cambiamenti. Di Hawking mi hanno sempre divertito le astruse scommesse sulle sue teorie, coinvolgendo altre grandi menti come Penrose e Thorne. Scommesse che significavano la speranza di poter attraverso l’esperienza confutare o no una teoria. E la serenità che vincere o perdere quelle scommesse sarebbe stato comunque un risultato. Il risultato di chi fa ricerca e sa che il fallimento fa parte della nostra storia. Il cambiamento, l’aggiustamento delle teorie, il bisogno della pratica e della realtà rendono queste discipline uniche. Linguaggi di cui abbiamo bisogno, proprio come dei linguaggi legati alle discipline umanistiche senza i quali non avrei evidentemente apprezzato Hawking. I suoi libri, le sue apparizioni in Star Trek e i Simpson, il film “La teoria del tutto” e questo fumetto mi hanno aiutato ad avvicinarmi alla comprensione di quelle teorie che purtroppo ad oggi non ho ancora capito del tutto. Nonostante siano 24 anni che rincorro Hawking. Chissà se riuscirò mai a capire perché un buco nero non è poi così nero, l’evaporazione dei buchi neri, materia e antimateria, la teoria delle stringhe e tanti argomenti che Hawking e i suoi colleghi hanno toccato. Quello che so è che senza Hawking non avrei avuto nemmeno la speranza di avvicinarmi a quegli argomenti. Ed è bello vedere come in questo fumetto ci sia il rispetto per le teorie e per l’uomo. Perché non cambiamo il mondo davvero fino a quando tutti non avranno accesso a quel cambiamento (un po’ fordiana come frase me ne rendo conto) e Hawking ha fatto proprio questo: farci sperare di capire un po’ di più il nostro universo.

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