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SALUTE E BENESSERE

RADON: UN GAS RADIOATTIVO NELLE ABITAZIONI E NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Il radon è un gas radioattivo presente nelle abitazioni e negli ambienti di lavoro e in questo breve incontro il Prof. Giuseppe Scielzo spiega che cos’è questo gas, come si misura, come possiamo proteggercene considerando anche il quadro legislativo italiano.

Tutti noi conosciamo la parola radiazioni ma non tutti conosciamo la differenza tra radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. Molti di noi hanno l’esperienza delle radiazioni ionizzanti. Ci siamo sottoposti a degli esami ai raggi X, qualcuno anche a delle terapie con i raggi gamma e molto probabilmente conosciamo l’effetto dei raggi cosmici. All’interno delle radiazioni ionizzanti ci sono anche quelle prodotte dal Radon. La dose di queste radiazioni si quantizza in cariche elettriche.

Nelle radiazioni non ionizzanti la dose invece si quantizza in temperatura termica. In questo tipo di radiazioni rientrano i raggi ultravioletti, la luce visibile, gli infrarossi, le microonde, le onde radio. Pensate a quando, utilizzando un telefono cellulare, ne percepiamo il calore sull’orecchio o al calore che sentiamo nel momento in cui ci si sottopone a una risonanza magnetica.

Il Radon è un gas radioattivo di origine naturale, inodore, incolore e percepibile solo con alcuni strumenti. Quindi è un nemico invisibile.

Sino ad una ventina di anni fa non lo percepivamo. La nostra legislazione non lo conosceva. Venivano usati allo stato solido l’Uranio 238 e il Radium 226. In particolare quest’ultimo veniva usato in radio terapia sino agli anni Settanta per essere poi sospeso perché ci si è resi conto dei danni che provocava sui pazienti affetti da tumore, a causa della sua potenza radiante. Per questo dallo stato solido è stato sostituito con quello gassoso, il cosiddetto Radon 222 le cui particelle alfa vanno ad inserirsi negli alveoli polmonari.

Il contributo del Radon alle radiazioni naturali è ben oltre il 50%. La concentrazione di Radon in Italia è di 77 Bq/m³ (Becquerel per metro cubo). La media mondiale è di 40 Bq/m³ anche se in alcune regioni come la Lombardia e il Piemonte si superano i 150 Bq/m³.

Un cambiamento importante sulla percezione e l’importanza della presenza del Radon nelle nostre case è stato dato dal Decreto Legislativo 101 del 31 Luglio 2020 che ha recepito la legislazione europea 2013/59 Euratom.

Fino ad un anno fa si aveva l’obbligo di misurare il Radon solo negli edifici pubblici e nei sotterranei. Con questo decreto si ha l’obbligo di avere un certificato Radon free anche nelle case private di nuova costruzione, così come accadeva già a New York e a Londra ben quindici anni fa. Inoltre il nostro Paese ha diminuito il valore della concentrazione massima da 500 a 300 Bq/m³ nel momento in cui va fatta la bonifica di una zona.

Il Radon è presente nelle nostre case. Concentrazioni maggiori di Radon si misurano nei locali interrati come i caveau, gli archivi e le cantine. Ma il Radon è presente anche negli asili, nei garage, nelle discoteche, nelle metropolitane, nelle miniere, in tutti gli spazi interrati e poco areati. Diciamo sino al primo piano, nei piani più alti la sua quantità è sempre minore.

Quante volte noi pensiamo di allestire nella casa in montagna la nostra cantinetta, dove mettiamo il biliardo o il ping pong. Poichè fa freddo, non apriamo le finestre e aumentiamo così la probabilità di ingerire un gas radioattivo.

Il Radon entra nelle nostre case dal terreno, dalle crepe, dall’acqua freatica. Il Radon respirato libera all’interno dei polmoni una radiazione che può provocare tumori.

La quota di energia ceduta dalle particelle alfa che passano nel sangue e in altri organi viene ritenuta di scarsa importanza in confronto a quella ceduta al polmone.

Il rischio è proporzionale alla concentrazione a cui si è esposti e al tempo di esposizione.

Il radon viene catturato insieme al pulviscolo atmosferico dalle cellule bronchiali che diventano l’ unico bersaglio delle particelle alfa ionizzanti. Il Radon crea un danno al Dna che può originare una cellula tumorale.

Il Radon può provocare danni radiobiologici a diversi livelli:

  • molecolare: alterazioni DNA, RNA, metabolismi;
  • subcellulare: alterazioni membrane, cromosomi, mitocondri;
  • cellulare: inibizione cariocinesi, trasformazione maligna;
  • tessutale: alterazioni emopoiesi, rigenerazione epiteli, induzione di neoplasia;
  • organismo: riduzione durata vita;
  • popolazione: mutazione delle caratteristiche per alterazioni genetiche negli individui.

Il Radon rientra nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene per il corpo umano (WHO) preceduto soltanto dal fumo. I danni dalla combinazione tra l’esposizione diretta al Radon e al fumo sono evidenti nelle tabelle che evidenziano i dati del rischio di incorrere nei tumori polmonari. Circa 3.000 morti causate dal tumore polmonare nel nostro Paese sono imputabili proprio al Radon.

Va ricordato che ci sono ancora dei posti che usano il Radon nelle loro terapie in dose unica e in dose massiccia, ma sono sempre meno popolari e diffusi.

Il Radon può essere misurato con dei dosimetri, attraverso una pellicola che conta i punti di radiazione diretta per stabilire la concentrazione della radiazione. Questi misuratori si possono acquistare anche online e sono efficaci per misurare il livello di Radon nelle nostre case.

Ogni nazione mondiale ha un suo livello di pericolosità per la salute. I più virtuosi sono gli Stati Uniti che si occupano di Radon e dei suoi effetti da più tempo (150 Bq/m³). L’Italia si è posizionata sui 300 Bq/m³ sia negli edifici esistenti che in quelli di nuova costruzione. La Svizzera è quella che ha i valori più alti 1000 Bq/m³ per gli edifici esistenti e 400 per i nuovi. L’Europa sta lavorando ad un programma che porti la concentrazione di Radon al livello di 100 Bq/m³ per tutti i Paesi membri.

Come ci si difende dal Radon?

  • La prima arma di difesa è la ventilazione (aprendo il più possibile le finestre).
  • La sigillatura alle vie d’accesso.
  • La depressurizzazione del terreno.

Esiste una forte correlazione tra il Radon e i terremoti. Lo studioso Giampaolo Giuliani due mesi prima del terremoto dell’Aquila lo aveva preannunciato e gli diedero del pazzo. Oggi insegna in California e Giappone.

Il Radon influì nel terremoto di Messina nel 1908,

Giuseppe Scielzo presenta i dati del censimento che Banca Intesa San Paolo sta conducendo sui suoi edifici rispetto al Radon e di cui lui si sta occupando personalmente.

A causa del Covid siamo in casa ma quanto sono sicure le nostre case? Gli uffici hanno una Legge 81/2008 che regolamenta gli ambienti di lavoro ma negli ambienti residenziali non c’è tutela.

Il Radon lo troviamo soprattutto nelle cantine. Per ora ancora non sappiamo se faccia effetto sui vini, ma di sicuro gli effetti sono evidenti su chi si muove e lavorare in quell’ambiente.

Il consiglio di Giuseppe Scielzo è di difendersi dal Radon con 3 accortezze:

  • la permanenza negli spazi interrati: meno stiamo meno respiriamo il gas radiattivo;
  • la frequenza del ricambio d’aria di questi spazi;
  • la misurazione.

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