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CITTADINANZA CONSAPEVOLE

La Classe 3G del Liceo Chiabrera Martini di Savona, con la guida della Prof.ssa Lorenza Saettone, ha realizzato il progetto “Ridurre le disuguaglianze e trasformare la paura in curiosità“, che ha ricevuto una menzione speciale per l’indagine approfondita sui diversi aspetti delle disuguaglianze, nell’ambito del Concorso “Call to action per la Sostenibilità“.

INTRODUZIONE

La paura ci porta ad allontanare tutto ciò che di diverso c’è nel mondo. La paura ci frena e ci controlla, ci rende diversi da come realmente siamo; la paura porta a compiere gesti ed esporre pensieri che non avremmo prodotto se non fossimo stati annebbiati dal timore.

La nostra mente, ormai colma di stereotipi da quando siamo piccoli, lavora in autonomia, frenando il nostro istinto di conoscere e fare nuove esperienze. La mente, imbevuta di pregiudizi, ci rende rigidi o ci fa “scappare” dalla diversità qualora provasse ad entrare nel nostro mondo.

La mente dovrebbe variare e, così, gli atteggiamenti in corrispondenza alle opinioni; dovremmo tutti riuscire a trasformare la paura in curiosità, per avvicinarci e scoprire mondi che non conosciamo, per allargare i nostri confini e per capire che diversità è forza.  

Al giorno d’oggi la diversità è ancora sinonimo di bruttezza e non è vista come fonte di arricchimento; la società in cui siamo cresciuti e quella in cui stiamo crescendo non possiede equilibrio, non prende in considerazione le 1000 sfumature che ognuno di noi ha dentro; nella società moderna il diverso non è ancora accettato completamente.

Siccome non abbiamo raggiunto né giustizia né equità sostanziali, l’Agenda 2030, scritta dall’ONU nel 2015, prevede tra i suoi obiettivi da realizzare entro i prossimi dieci anni la dissoluzione delle ingiustizie e delle disparità. Le altre finalità sono legate alla sostenibilità, ai cambiamenti climatici, a una crescita economica equa e capace di includere il benessere collettivo tra i suoi indici.

Noi abbiamo scelto il punto sulla riduzione delle disuguaglianze (il punto decimo dei goal che ogni Paese intende sviluppare) perché più degli altri lo sentiamo vicino e urgente. Lo sviluppo è un progresso finalizzato a ridurre le divisioni di ogni sorta; non c’è crescita senza crescita civile, senza partecipazione unanime a uno scopo comune.

Dopo un brainstorming iniziale, abbiamo individuato gli argomenti da sviscerare e le azioni in nostro potere per fare la nostra parte, ora e ancora. Perché i diritti non sono raggiunti una tantum, piuttosto perché siano rispettati vanno ribaditi ogni volta e per sempre nella pratica, da ogni generazione. Per condurre le ricerche e motivare le nostre scelte abbiamo elaborato un questionario, con domande ponderate, a cui hanno partecipato 116 utenti di ogni fascia di età.

I temi che abbiamo affrontato sono le discriminazioni etniche e religiose, le disuguaglianze nel mondo del lavoro, di genere, nello sport e il digital divide.

Ogni volta siamo partiti da una disamina del problema per concludere con alcuni suggerimenti, alcune proposte per ridurre attivamente il problema. “Che fare”? Non essere indifferenti.

Come ha lavorato la classe:

La classe, divisa in gruppi ha affrontato i vari temi.

1. Disuguaglianze etniche

2. Disuguaglianze di genere

3. Disuguaglianze del lavoro

4. Disuguaglianze nello sport

5. Disparità e ingiustizie on life e digital divide

Il percorso

La tematica: SDG 10 dell’Agenda 2030 – ridurre le disuguaglianze

Il problema: Disuguaglianze nello sport, nel lavoro, di genere, etniche e associate ai dispositivi digitali

La domanda: quali azioni concrete per trasformare la paura in curiosità, correggendo pregiudizi e creando una comunità solidale aperta alla diversità e grata della ricchezza che gli altri possono offrire con il loro contributo?

Le domande guida

Dopo un brainstorming e un debate sono stati individuati gli ambiti di disuguaglianze che maggiormente affliggono la nostra comunità e i ragazzi. Divisi in gruppi hanno elaborato un testo in cui analizzavano la situazione e davano risposte efficaci per contribuire a ridurre le disuguaglianze già in aula o attraverso i social.

La domanda guida è stata triplice: qual è il problema? Da cosa può essere causato? Come è possibile intervenire?

Sono emersi alcuni ambiti tra cui il gender divide, la disparità di trattamento nei confronti di determinate minoranze etniche e nel lavoro, dove vengono percepite alcune mansioni in maniera degradante. Anche nello sport (che dovrebbe invece essere cura, insegnando valori prosociali) si ritrovano disuguaglianze, pregiudizi.

Infine il digital divide che è emerso in tutta la sua urgenza soprattutto durante la pandemia.

Le attività

Dibattito in classe con la supervisione dell’insegnante, ricerche di paper scientifici, articoli di riviste specializzate e un questionario scritto dai ragazzi con google moduli a cui hanno partecipato 117 persone di ogni fascia di età.

Le risorse

siti web, web magazine

La produzione

È stato prodotto un articolo diviso in 5 capitoli, che verrà presto pubblicato sul giornalino della scuola; slide con Canva e video in stile tiktok realizzando un unico footage di 3 minuti come richiesto dal regolamento.

Cosa ha imparato la classe e come I ragazzi hanno imparato a sentirsi attivi nel progettare il futuro proprio e comunitario; hanno acquisito consapevolezza dei problemi sociali, in particolare quelli relativi alla sicurezza e ai dati online. I ragazzi hanno risposto con entusiasmo e ottima capacità critica e costruttiva. I genitori nei colloqui hanno testimoniato questo entusiasmo, ringraziando per aver proposto un progetto tanto emozionante, attraverso cui è stato possibile declinare la filosofia, le nozioni all’oggi dei figli.

Scarica e leggi gli approfondimenti dei temi elaborati dai gruppi.

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