CONCORSO “CALL TO ACTION PER LA SOSTENIBILITÀ 2022”
Evento di premiazione il 27 Maggio 2022 dalle 10:00 

TECNOLOGIA, UMANESIMO E CULTURA

Si riunivano per fare poesia, due o più persone iniziavano.

Le regole? Tante e severe.


Il primo verso era chiamato hokku e segnava il passo, dava cioè il taglio e il ritmo al racconto poetico. Quello era il renga, un insieme di versi che poteva durare anche qualche ora.

Nei secoli, il renga ha modificato le proprie regole, ha cambiato il numero dei versi, il primo verso era composto da 5 – 7 – 5 rune. Questo verso di apertura, spesso scritto in tre brevi frasi, è diventato nel tempo il moderno haiku a noi noto.


Il cambiamento ebbe inizio nel sedicesimo secolo.

Il massimo esponente dell’haiku è Matsuo Basho (1644-94), che trasformò il renga in haiku adattandolo alla descrizione di oggetti mondani.

Con altri poeti riformisti, portò questa forma di renga ad un livello più concreto chiamato haiku che poteva esprimere il “moto” delle cose intorno a noi, la riflessione, la differenza. Caratteristica principale: la semplicità accompagnata a grande attenzione.
 

Nel 19° secolo, haikai, o hokku, divenne una forma indipendente di poesia.

Haiku era ora uscito dal Giappone e si era sparso nel mondo, in Olanda e Francia e ben presto in Nord America.

Le prime traduzioni avvennero in America per opera di Ezra Pound (1885-1972), che dello stile haikai scrisse: “L’immagine è di per sé il discorso. L’immagine è la parola al di là del linguaggio formulato”.  Di haiku si occuparono fra gli altri, anche scrivendone, Rainer Maria Rilke e Paul Eluard.

In Italia, vicine agli haiku sono le poesie degli ermetici della prima e seconda generazione, come ad esempio Giuseppe Ungaretti, Sandro Penna, Salvatore Quasimodo e Leonardo Sinisgalli.


Bastan tre grilli

per far grande una notte

di mezza estate

Sui rami in fiore

cullan gli uccelli al vento

le lor canzoni

In giapponese, l’haiku sta su di una sola riga. Gli occidentali gli hanno dato la forma attuale su tre linee: 5 + 7 + 5, per un totale di 17 sillabe, mentre in giapponese non si contano le sillabe ma gli onji, ossia i segni grafici dell’alfabeto giapponese.

Un haiku in italiano con 17 sillabe può risultare molto più lungo rispetto a quella giapponese.

Un haiku può essere considerato una forma di diario, A distanza di tempo, se lo rileggiamo, lo scritto deve suscitare le stesse impressioni del momento in cui abbiamo visto, ascoltato, percepito.

Regole dell’Haiku:

  • nessun titolo;
  • composto da tre versi: 5 sillabe il primo, 7 sillabe il secondo, 5 sillabe il terzo. Per il conteggio delle sillabe prestare attenzione alle sinalefi (la pronuncia unitaria di una vocale o dittongo quando una parola termina con vocale o dittongo e la successiva inizia per vocale o dittongo, con le sillabe che si uniscono in una sola);
  • la presenza di un kigo, cioè un riferimento, diretto o facilmente intuibile ad una stagione dell’anno (se inserisco la parola neve si capisce che è inverno);
  • scelta dello stile: tema della poesia nel primo verso e sviluppo nei due successivi, oppure addirittura due temi che però armonizzino fra di loro;
  • contenuto: libero, ma con preferenza alla natura e alla condizione umana. Il poeta fa azione di ricerca in diversi campi: bellezza, quiete interiore, rimpianto e   coscienza dell’impermanenza delle cose, senza però soffrirne;
  • qualche virgola, niente punti, meglio senza maiuscole.

Scrivere un haiku significa sapersi staccare dal proprio io e guardare senza giudizio le cose e il riverbero che presentano, dando così la possibilità al lettore di sentirsi libero nell’interiorizzare la poesia.

Ho scritto al mio amico giapponese Kazunori Murakami chiedendogli il suo punto di vista sull’haiku e come insegnerebbe a scriverlo.

La risposta:

“3 lines: First line, short; second line, a little longer; third line, as first line. Without thinking of syllables. Carefree writing haiku”. Haiku spensierato, dice, e io sono d’accordo, anche se tento di rimanere nelle complessive 17 sillabe.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO:

Facebook
WhatsApp
Pinterest
Linkedin

ARTICOLI CORRELATI

Contributi della Community

CELEBRIAMO LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA

ATTIVITÀ PROPOSTA SU “CELEBRIAMO LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA” Il 21 marzo si celebra la Giornata internazionale della Poesia: un’occasione per riflettere sulla forza del

LEGGI TUTTO »