Concorso “CALL TO ACTION PER LA SOSTENIBILITÀ”
Premiazione vincitori il 27 Maggio 2021 alle 10.30

SALUTE E BENESSERE

Un sistema alimentare sostenibile fornisce sicurezza alimentare e nutrizione per tutti in modo che le basi economiche, sociali e ambientali per generare sicurezza alimentare e nutrizione per le generazioni future non siano compromesse. Una serie di pressioni, tra cui la rapida crescita della popolazione, l’urbanizzazione, la crescita della ricchezza e i conseguenti cambiamenti nei modelli di consumo, stanno mettendo a dura prova la capacità del nostro sistema alimentare di fornire cibo e di contribuire a maggiori opportunità di sostentamento in modo sostenibile.

Uno degli aspetti più drammatici dell’attuale sistema alimentare è rappresentato dallo spreco del cibo. Lo spreco alimentare è un fenomeno complesso, le cui cause dirette o indirette sono molteplici e concomitanti. Tra i fattori con maggiore impatto su questo fenomeno ricoprono un ruolo importante quelli tecnologici (infrastrutture carenti, tecniche di imballaggio poco sofisticate), manageriali (scarsa capacità di gestione di domanda e offerta), comportamentali (carenza di educazione e consapevolezza) o strutturali (politiche e regole deficitarie, debolezze finanziarie, situazione climatica). Inoltre, il deterioramento durante il trasporto, la produzione eccessiva e le caratteristiche estetiche del cibo contribuiscono in maniera rilevante allo spreco alimentare.

Tutti questi fattori sono fortemente collegati fra loro e possono verificarsi in vari momenti della filiera alimentare, con un’incidenza diversa a seconda delle regioni del mondo. Infatti, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), mentre nei paesi del Sud globale (paesi in via di sviluppo), il cibo viene prevalentemente “perso” nei primi stadi della filiera (produzione, conservazione, trasformazione e distribuzione), nei paesi del Nord globale (America settentrionale, Oceania e Europa) il consumatore è spesso il maggiore responsabile dello spreco di cibo.

Non è facile quantizzare quanto cibo viene sprecato annualmente, secondo i dati della FAO, si tratta di una quantità spaventosa, circa 1,3 miliardi di tonnellate, che se equamente redistribuita sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno di una popolazione quattro volte superiore a quella che oggi soffre di malnutrizione. L’attuale crisi economica, sociale e sanitaria scatenata dal COVID-19 è di particolare preoccupazione per la sicurezza alimentare soprattutto nei paesi con i più alti livelli di povertà. Il COVID-19 non ha solo acuito le disuguaglianze sottostanti nelle società, ma è un campanello d’allarme per i sistemi alimentari. Per questo motivo, le ricadute della pandemia sulla sicurezza alimentare devono essere affrontate con urgenza per contrastare non solo gli effetti immediati della pandemia ma anche in un’ottica di medio e lungo termine, senza tralasciare conseguenze future.

Alla luce di queste criticità, sviluppare delle strategie e attuare delle azioni concrete per contrastare il fenomeno dello spreco alimentare diventa sempre più urgente e necessario. Dunque, trasformare la catena alimentare seguendo i criteri dell’economia circolare consentirebbe non solo di evitare sprechi e/o perdite di cibo, ma anche fare passi in avanti concreti verso la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Indubbiamente la rigenerazione dei materiali, la creazione di catene di approvvigionamenti più corte, l’impiego delle nuove tecnologie, l’incentivo di pratiche agricole rigenerative (coltivazione conservativa, agroecologia) la considerazione degli scarti alimentari come una risorsa rappresentano i cardini di un sistema alimentare nuovo più sostenibile, più resiliente e più inclusivo.

Infatti, accorciare le filiere e introdurre un modello di economia circolare al cibo risultano benefici  non solo economicamente, ma anche eticamente perché è una modalità per avvicinare il produttore al consumatore e colmare il divario tra campagna e città.

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